Il ruolo delle istituzioni

Balduzzi d’accordo, ora tocca ai partiti

In Parlamento occorre colmare un vuoto legislativo e disporre un divieto di vendita di alcolici ai minorenni. È l’impegno del ministro della Sanità, Renato Balduzzi, in questa lettera al Tirreno.

Caro Direttore,

il problema dell’abuso di alcol da parte dei minori mette in evidenza molti vuoti drammatici: sono vuoti sociali, educativi, di senso, enormi buchi neri della nostra società contemporanea per i quali noi adulti abbiamo gravi responsabilità e che i ragazzi finiscono per colmare illudendosi che, per farlo, basti riempire un bicchiere fino a stordirsi. E di questi vuoti, quello legislativo, che è stato coraggiosamente denunciato dal vostro giornale, non è quello meno grave. Nell’ultima relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della legge-quadro 125/2001 in materia di alcol e problemi correlati, ho messo in evidenza come sia diminuita la mortalità legata alla patologie connesse all’uso di alcol, ma anche l’aggravamento dei dati sul consumo di alcol fuori dai pasti: la percentuale dei ragazzi tra 14 e 17 anni è passata nell’ultimo decennio dal 14,5 al 16,9%, e tra le ragazze, in 15 anni, è addirittura più che raddoppiata, dal 6 % del 1995 al 14,6% del 2010. Ed è in aumento, anche tra i minori, il fenomeno del binge drinking, cioè la pratica di consumare diverse bevande alcoliche in quantità in un breve arco di tempo: una moda che si diffonde con il suo pericolosissimo potenziale, che può essere anche letale. Il Ministero della Salute è impegnato da tempo, insieme alle Regioni, in politiche di contrasto che ci stanno dando qualche primo riscontro: gli operatori lavorano quotidianamente per consolidare i dati positivi e rafforzare gli interventi di prevenzione e un attento monitoraggio che guidi verso l’adozione delle politiche più adeguate.

L’investimento più grande è quello sulla prevenzione, in particolare negli ambienti che i ragazzi abitano quotidianamente, come la scuola e i luoghi del divertimento e dove purtroppo le pressioni sociali al bere stanno diventando sempre più forti: penso, in particolare, al grande lavoro del Programma nazionale “Guadagnare Salute”, che ha come obiettivi principali prevenire e cambiare i comportamenti nocivi che costituiscono i principali fattori di rischio per le malattie non trasmissibili più comuni. Lo sforzo del Governo di andare nella direzione di più efficaci politiche di promozione di stili di vita corretti e salutari, inoltre, è stato reso ultimamente ancora più esplicito da molte norme contenute nel decreto approvato l’altro ieri dal Consiglio dei ministri. Ma nella nostra legislazione resta quel vuoto da colmare: di tutti quelli di cui dicevo all’inizio, dovrebbe essere il più facile da affrontare.

Spero davvero che il dibattito sollevato dal vostro intervento, al quale hanno già aderito personalità significative del mondo della politica, della cultura e dell’educazione, possa tradursi in Parlamento in un’iniziativa che fissi delle regole a tutela dei più giovani e che, tra l’altro, ci riallinei alle politiche di quasi tutti i Paesi europei in materia. Meglio ancora se le forze politiche volessero cogliere l’occasione del percorso di conversione del decreto legge che a giorni approderà alle Camere. Non si tratta di proibire, ma di educare: l’educazione è fatta anche di “no” salutari, e sicuramente il no alla vendita di alcol ai minori è tra questi.

Renato Balduzzi ministro della Salute