Incontro per genitori: l’intelligenza emotiva

L’Associazione Genitori Atena, sabato 9 novembre, ore 9.30/12.30
organizza, presso il Centro Famiglia di Via Legrenzi a Bergamo, un’incontro/dibattito dal titolo
“L’INTELLIGENZA EMOTIVA”, per migliorare le proprie competenze emotivo-cognitive anche come genitore.

Relatrice: Psicologa Monica Ravazzini
L’incontro è aperto a tutti i genitori.

Confermare la presenza al nr. 328-2864416.

Info anche sul prezioso calendario del sito http://www.bambiniegenitori.bergamo.it.
Il calendario è compilato a cura del Centro Incontra, servizio del Comune di Bergamo – Servizi per l’Infanzia e la Genitorialità – e della Provincia di Bergamo – Settore Affari Generali e Politiche Sociali.

http://www.bambiniegenitori.bergamo.it/ai1ec_event/incontrodibattito-lintelligenza-emotiva/?instance_id=56351

La sicurezza stradale: mostra e convegno

Bergamo, coinvolti 1.200 studenti

Saranno 1.200 i ragazzi che frequentano il quarto anno delle scuole superiori di Bergamo e che saranno coinvolti dal progetto «Guida e basta!» per diffondere fra i giovani la cultura della sicurezza stradale. L’iniziativa è del Gruppo Alpini Bergamo Centro.

«Guida e basta!», coordinato dall’ex presidente della seconda circoscrizione Giuseppe Epis per conto del gruppo degli alpini, proporrà due appuntamenti: il più importante è una conferenza che si terrà il 14 novembre dalle 9 alle 12 al PalaCreberg.Gli studenti incontreranno tra gli altri un medico, un rappresentante dell’Asl e l’atleta Martina Caironi, che ha perso la gamba proprio in un terribile incidente stradale. Il dibattito sarà moderato da Mino Carrara, giornalista de L’Eco di Bergamo.

Il secondo appuntamento è con una mostra fotografica in programma dal 7 (inuaugurazione alle 10,30) al 21 novembre nella sala Manzù della Provincia, in via Sora.

(ndr:..ci saremo anche noi dell’Associazione Genitori ATENA! Confermare presenza al nr. 328-2864416 ) (altro…)

Importante scoperta…

da http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/biotech/2013/10/29/Cosi-nasce-dipendenza-alcol_9536074.html?idPhoto=1
Così nasce la dipendenza dall’alcol
La scoperta apre la strada a future terapie

Sono stati individuati per la prima volta i processi biologici che controllano il meccanismo alla base dello sviluppo della dipendenza dall’alcol: il risultato si deve a una ricerca italiana del gruppo dell’università di Cagliari guidato da Elio Acquas ed è stato pubblicato sulla rivista Addiction Biology. La scoperta, alla quale hanno collaborato Miriam Melis, Pierluigi Caboni ed Ezio Carboni, tutti dell’università di Cagliari, può aprire la strada allo studio di nuove terapie per combattere l’alcolismo.

Lo studio, condotto sui topi, ha individuato il meccanismo basato su due passaggi con il quale l’alcol etilico (o etanolo) stimola le cellule nervose in una regione del cervello chiamata area ventrale del tegmento (Vta). Queste cellule producono un neurotrasmettitore, ossia una sostanza che permette alle cellule di comunicare tra loro, chiamato dopamina, e sono implicate nel controllo di funzioni come la motivazione e l’affettività, le cui alterazioni sono alla base di disturbi psichiatrici, quali depressione, schizofrenia, e tossicodipendenza (quindi anche alcolismo).

I ricercatori hanno scoperto che quando l’alcol raggiunge queste cellule viene dapprima trasformato in un’altra molecola, l’acetaldeide, che poi reagisce con la dopamina rilasciata dalle stesse cellule nervose, e genera il salsolinolo che eccita le cellule di questa area del cervello ponendo le basi per il possibile sviluppo di dipendenza. Si può dire, quindi, che l’etanolo eccita queste cellule perché si trasforma in salsolinolo. ”In pratica – spiega Acquas – la sostanza eccita le cellule dell’area Vta stimolando la produzione di dopamina e, potenzialmente, creando dipendenza”.

Lo studio, supportato in parte dalla Regione Autonoma della Sardegna, dimostra anche che quando si impedisce la formazione del salsolinolo, l’etanolo non può eccitare le cellule nervose del piacere e quindi non può esercitare il suo potenziale d’abuso. La ricaduta del lavoro, sia per le sue implicazioni preventive sia terapeutiche, potrebbe essere immediata dato che, sottolinea Acquas, intervenendo su uno dei due passaggi che precedono la formazione del salsolinolo, si può impedire che l’etanolo eserciti i suoi effetti alla base dell’insorgenza dell’alcolismo. ”Si potrebbe – osserva l’esperto – o inibire l’enzima coinvolto nella conversione dell’alcol etilico in acetaldeide oppure eliminare l’acetaldeide somministrando sostanze più reattive della dopamina e inducendo la molecola a generare sostanze biologicamente inattive e a non produrre quindi il salsolinolo”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA   –   30 ottobre 2013, 12:39 Ansa-Scienza