Sono stata indecisa per un paio di giorni, ma ho pensato che fosse tempo di parlarne sui social. Sono stata una bevitrice da ” tutto e subito” per dieci anni – probabilmente in condizioni normali bevevo due volte a settimana, ma MOLTO in quelle specifiche occasioni (seratone, feste, raduni, ecc).
Non riuscivo a smettere una volta iniziato e mi sono presentata a lavorare con i postumi della sbornia più volte di quanto si possa immaginare. Sabato sera sono finita in Pronto Soccorso bevendo al barbecue di un amico e questo è stato il culmine che mi ha fatto pensare di dover smettere di bere. Voglio puntare ai 100 giorni perché per sempre mi sembra un po’ troppo, ma quello è l’obiettivo finale.

Non so come convincere il mio ragazzo e i miei amici che questa volta è davvero quella giusta, visto che a forza di dirlo in passato ormai nessuno mi crede più.

Suppongo che le azioni, più che le parole, siano l’unico modo per convincere me stessa e gli altri.
Mi domando però perché non sia mai riuscita a mantenere quel proposito. Ho sentito da qualche parte che l’alcol funziona come la droga, ma ho bellamente sorvolato su questo concetto. Ora però comincio a dargli credito.
Anche se sono solo pochi giorni di sobrietà mi guardo intorno e vedo come si comportano le persone con cui mi accompagno nelle mie bevute. Sembra che si controllino, ma se stai attenta ti accorgi che non sono loro stessi, non riescono a starne fuori, hanno una dipendenza…come l’ho io! E come noi sono migliaia, milioni.
Ci saranno pure quelli che bevono poco, ma ho l’impressione che questo autocontrollo sia una invenzione.
E se fossimo veramente immersi in questa falsa idea del buon bere per nascondere la nostra vera e insostenibile condizione di dipendenti?

Mi spiegherai allora con questo il perché mi sento esclusa se non accetto di bermi un drink in compagnia…sarei una vera guastafeste, che col suo gesto smaschera l’ipocrisia che sta dietro tanta convivialità.
Sono molto confusa, e non so se questi miei pensieri riuscirò a tenerli saldi
…soprattutto perché la maggioranza la pensa in modo completamente diverso.